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#motoriamentecreativa

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Il progetto “motoriaMENTEcreativa” ha l’obiettivo di contrastare e rallentare i percorsi di declino cognitivo e avvicinamento alla demenza nelle PcD tramite un’ampia gamma di attività creative capaci di creare stimoli a livello cerebrale, per poter successivamente lavorare sull’incremento della qualità della vita in termini di autonomia, autodeterminazione, soddisfazione personale, benessere emozionale, fisico e psicologico.
In questo modo l’individuo, godendo delle capacità necessarie per il suo benessere globale, è capace di raggiungere un livello di partecipazione attiva nei processi di inclusione.
Il lavoro intende stimolare i partecipanti, attingendo alle loro abilità residue, capacità adattive, di problem solving, stabilendo un piano di attività molto intenso per il contrasto e rallentamento della perdita delle abilità cognitive e dell’avvicinamento della demenza.
Gli studi più recenti confermano che nelle PcD l’incidenza della demenza e patologie età-correlata è più alta. Diversi studi affermano (Dott. Gomiero T. – 2008) come le attività creative siano tra gli strumenti con più grande efficacia nel rallentare questo processo, in quanto innescano una attivazione neuronale ed il recupero di certe connessioni cerebrali.
I centri preposti a gestite attività socio assistenziali per le PcD, che si occupano e si preoccupano di dare risposte significative a questa problematiche in notevole crescita, puntano gli sforzi sull’utilizzo di questi strumenti come un vero elisir, della salute generale, ma soprattutto della salute mentale.
Una volta che certi standard sono conseguiti, il processo d’inclusione può prendere il via, considerando che l’individuo gode delle condizioni necessarie per potersi concentrare sui percorsi di socializzazione.
Le attività, realizzate in partnership con l’ODV Oltre lo Sport, si svolgeranno all’interno e spesso al di fuori del Centro per rafforzare il legame con il territorio e stimolare la socializzazione e l’inclusione sociale, dove le attività sviluppano questa caratteristica di includere, di fare squadra. Auspicando che la situazione generale lo permetta, i partecipanti avranno la possibilità di interagire con volontari, tirocinanti (universitari, corsi professionali, studenti); in questo modo si garantisce alle persone coinvolte un ampliamento delle possibilità di rapporti sociali, e contemporaneamente si avvicinano i giovani ad un approccio cosciente e socialmente friendly.
I percorsi proposti intendono dare risposta ai molteplici settori della sfera umana, stimolando le persone a livello intellettivo, fisico, creativo, gestionale ed auto-gestionale, multi sensoriale e sociale; per questo motivo le attività sono svolte con un costante rinnovo delle scelte per facilitare l’incremento cognitivo e motivazionale.
Il territorio non solo è parte integrante del progetto, ma il coinvolgimento della comunità è una delle maggiori risorse per gli sviluppi.
Avere la possibilità di interagire e vivere nuove esperienze diventa non solo un mezzo di condivisione ed inclusione, ma persegue l’obiettivo di un standard di “normalizzazione”; i benefici non sono solo per le PcD, ma in queste situazioni si innesca un vero e proprio percorso formativo della popolazione “normodotata”, percorsi di avvicinamento e di presa di conoscenza della disabilità, dove certi tabù vengono superati e si stabiliscono nuove relazioni.
Il Progetto attraverso questo percorso contribuisce inoltre in modo concreto a sviluppare l’educazione alla disabilità, ovvero acquisire conoscenza sugli aspetti di uguaglianza, percepiti prima come differenze. Una possibilità di stare insieme e mettersi sullo stesso piano, di fare amicizie indiscriminatamente e di sentirsi parte di un unico e accogliente contesto sociale e umano.

Attività Previste
• Sensibilizzazione al Ballo e al Movimento Ritmico – L’utilizzo del corpo come strumento percettivo-sensoriale, il movimento ritmico come espressione dell’emozione, la coreografia come possibilità di coordinamento motorio
• Laboratorio di Espressione Creativa Video – Fotografica – La fotografia come racconto di sé, di momenti da immortalare. Il vedersi nello schermo come riconoscimento del proprio corpo, delle proprie espressioni e della trasparenza della propria essenza. Vedere l’altro e capire la sua emotività. l’individuazione dei momenti importanti per sé e per il gruppo
• Vocal Coach, la voce come strumento espressivo-comunicativo – La voce come espressione di sé, il tono della voce come strumento per trasmettere emozione ed intenzionalità, esporsi senza blocchi, parlare in pubblico per “farsi sentire”, accettare le proprie debolezze ed imperfezioni (fonaudiolagiche)
Uno dei punti fondamentali del Progetto è la possibilità di ogni partecipante di raccontarsi e riconoscersi durante il suo percorso (tramite fotografie e riprese video); l’immagine di sé fa parte di un aspetto cognitivo indispensabile per il buon funzionamento generale, dove l’accettazione e l’autostima vengono sollecitate per il raggiungimento del benessere emozionale. Fotografare, farsi fotografare, vedersi sugli schermi, ascoltare la propria voce, sentirsi e farsi sentire diventa un modo per superare ostacoli interiori, ridurre tensioni e sbloccare i nodi che ci disturbano.
I percorsi del progetto, svolto sotto la supervisione di personale specializzato, saranno oggetto di una attività di comunicazione verso l’esterno, non solo con l’obiettivo di diffonderne i risultati raggiunti, ma anche con l’ottica di rendere protagonisti della comunicazione stessa le PcD coinvolte: fotografie, video, interviste vedranno loro come oggetto e soggetto narrante, le loro creazioni fotografiche saranno tema di una mostra, gli utenti saranno i protagonisti delle comunicazioni sui social, al pari dei loro coetanei.

• Risultati attesi in favore dell’utenza:
L’obiettivo primario del Progetto è di contrastare e rallentare i percorsi di declino cognitivo e avvicinamento alla demenza delle persone adulte con disabilità intellettive, tramite un’ampia gamma di attività motorie e creative capaci di creare stimoli a livello cerebrale, per poter successivamente lavorare sull’incremento della qualità della vita in termini di autonomia, autodeterminazione, soddisfazione personale, benessere emozionale, fisico e psicologico. In questo modo l’individuo, godendo delle capacità necessarie per il suo benessere globale, è capace di raggiungere un livello di partecipazione attiva nei processi di inclusione.
L’obiettivo secondario del Progetto è rappresentato dall’incremento dello sviluppo personale attraverso le competenze acquisite con lo svolgimento dei laboratori proposti, l’aumento dell’autostima e dell’accettazione di sé e dell’altro, considerando che i percorsi cercano di valorizzare sia le potenzialità sia di lavorare sull’accettazione dei punti di fragilità, dove la diversità è vista come un potenziale di azione. Ampliamento dei rapporti sociali, ove i percorsi inclusivi aumentano la possibilità di conoscere e farsi conoscere da nuove persone e nuove realtà.

Progetto finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con contributi di cui all’articolo 8, commi da 31 a 33 bis della L.R. 24/2019, per i progetti di cui al regolamento emanato con DPReg n. 0102/Pres. del 31 luglio 2020.

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